
FLOT + Durvalumab: una nuova frontiera nel trattamento neoadiuvante dei tumori della giunzione esofago-gastrica
Nei tumori della giunzione esofago-gastrica localmente avanzati, la combinazione di chemioterapia perioperatoria sec. FLOT (5-FU, Leucovorina, Oxaliplatino e Docetaxel) associata a Durvalumab, anticorpo anti-PD-L1, rappresenta una delle strategie più promettenti della moderna oncologia gastroesofagea.
L’integrazione dell’immunoterapia nel setting neoadiuvante nasce dall’obiettivo di:
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aumentare la risposta patologica completa;
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migliorare il controllo sistemico precoce della malattia;
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ridurre il rischio di recidiva;
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potenziare l’efficacia della chirurgia radicale.
Il razionale biologico è particolarmente forte nei tumori con:
La terapia neoadiuvante moderna non mira più soltanto a “ridurre il tumore”, ma a modificare il microambiente neoplastico e riattivare la risposta immunitaria del paziente contro la malattia.
In questo contesto, il ruolo del Gruppo Oncologico Multidisciplinare (GOM) è fondamentale per:
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corretta selezione dei pazienti;
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interpretazione dei biomarcatori;
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definizione del timing chirurgico;
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gestione integrata delle tossicità e della risposta terapeutica.
La chirurgia resta il cardine del trattamento curativo, ma oggi è sempre più parte di una strategia multimodale altamente personalizzata.
Il futuro del trattamento dei tumori della giunzione esofago-gastrica non è nella singola terapia, ma nell’integrazione intelligente tra oncologia, immunoterapia e chirurgia.