Chirurgo generale, endoscopista perfezionato nella diagnosi e nella terapia delle malattie dell’esofago e dello stomaco
SISME
ACOI
26 maggio 2026 - 

Notizie



L’età è davvero un limite alla chemioterapia nei tumori gastrici e della giunzione esofagogastrica?

Per molti anni l’età anagrafica è stata considerata uno dei principali criteri decisionali nella scelta del trattamento oncologico.
Oggi sappiamo che questo approccio è troppo semplicistico.

Nei tumori dello stomaco e della giunzione esofagogastrica, infatti, il vero problema non è “quanti anni ha” il paziente, ma:

quanto è biologicamente fragile.

Un paziente di 78–80 anni autonomo, ben nutrito, attivo e senza importanti comorbidità può tollerare trattamenti oncologici anche complessi meglio di un paziente più giovane ma sarcopenico, malnutrito o con grave compromissione funzionale.


Età cronologica vs età biologica

La moderna oncologia upper GI si basa sempre più sul concetto di:

“Biological age matters more than chronological age.”

Per questo motivo, prima di proporre una chemioterapia, è fondamentale valutare:

  • performance status (ECOG/WHO)

  • stato nutrizionale

  • sarcopenia

  • autonomia funzionale

  • funzione cognitiva

  • comorbidità

  • fragilità geriatrica

  • aspettative e qualità di vita

Nei pazienti anziani assumono grande importanza strumenti come:

  • G8 screening

  • Comprehensive Geriatric Assessment (CGA)


Malattia resecabile: attenzione alla tossicità

Nel tumore gastrico o della giunzione in stadio resecabile, la terapia perioperatoria con regimi come FLOT rappresenta oggi uno standard terapeutico molto efficace.

Tuttavia:

  • neutropenia

  • tossicità cumulativa

  • neuropatia

  • peggioramento nutrizionale

  • perdita di massa muscolare

possono diventare particolarmente rilevanti nei pazienti fragili.

Per questo motivo, negli anziani:

  • la selezione deve essere accurata;

  • talvolta si utilizzano riduzioni di dose;

  • in alcuni casi si preferiscono schemi meno aggressivi.

L’obiettivo non è “fare la terapia più forte”, ma:

fare la terapia giusta per quel paziente.


Malattia metastatica: qualità di vita centrale

Nel setting metastatico il bilancio tra:

  • beneficio oncologico
    e

  • tossicità

diventa ancora più importante.

Anche pazienti anziani selezionati possono beneficiare di:

  • FOLFOX

  • XELOX/CAPOX

  • immunoterapia associata

  • trastuzumab nei tumori HER2 positivi

Farmaci immunoterapici come:

  • Nivolumab

  • Pembrolizumab

possono essere utilizzati anche nell’anziano fit, spesso con una tollerabilità migliore rispetto alla tripla chemioterapia intensiva.


Il ruolo fondamentale della nutrizione

Nei tumori gastrici e della giunzione esofagogastrica:

  • la malnutrizione,

  • la perdita di peso,

  • e la sarcopenia

sono fattori prognostici estremamente importanti.

In molti casi:

la fragilità nutrizionale pesa quasi quanto l’età stessa.

Per questo oggi nutrizione clinica e prehabilitation fanno parte integrante del percorso terapeutico.


Una decisione multidisciplinare

La scelta terapeutica ideale richiede sempre un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di:

  • oncologo

  • chirurgo

  • geriatra

  • nutrizionista

  • gastroenterologo

  • radiologo

all’interno di un GOM dedicato ai tumori upper GI.


Conclusione

L’età non deve essere vista come una barriera assoluta alla chemioterapia.

La vera domanda oggi non è:

“Il paziente è troppo anziano?”

Ma piuttosto:

“Quale trattamento può realmente migliorare sopravvivenza e qualità di vita senza compromettere la riserva funzionale del paziente?”

È questa la filosofia della moderna oncologia personalizzata.

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