Chirurgo generale, endoscopista perfezionato nella diagnosi e nella terapia delle malattie dell’esofago e dello stomaco
SISME
ACOI
17 maggio 2026 - 

Notizie



Laringite da reflusso: quando il problema non nasce dalla gola ma dallo stomaco

Molti pazienti iniziano il loro percorso pensando di avere:

  • una “laringite cronica”,

  • un’allergia,

  • un problema alle corde vocali,

  • oppure semplicemente “la gola irritata”.

In realtà, molto spesso, il vero problema nasce più in basso:

nell’esofago e nello stomaco.

La cosiddetta:

laringite da reflusso

o reflusso laringo-faringeo (LPR), rappresenta una delle manifestazioni extra-esofagee più frequenti e sottodiagnosticate del reflusso gastroesofageo.


Che cos’è la laringite da reflusso?

Si verifica quando:

  • acido,

  • pepsina,

  • contenuto gastrico,

  • oppure reflusso non acido

risalgono oltre l’esofago raggiungendo:

  • faringe,

  • laringe,

  • corde vocali.

La mucosa laringea è molto più delicata rispetto a quella gastrica o esofagea:

anche piccole quantità di reflusso possono provocare sintomi importanti.


I sintomi più frequenti

La laringite da reflusso non si manifesta sempre con il classico bruciore di stomaco.

Anzi:

molti pazienti NON hanno pirosi.

I sintomi più comuni sono:

  • raucedine,

  • abbassamento della voce,

  • tosse cronica,

  • bisogno continuo di schiarirsi la gola,

  • catarro persistente,

  • nodo in gola,

  • sensazione di corpo estraneo,

  • bruciore faringeo,

  • fastidio alla deglutizione,

  • peggioramento della voce al mattino.

Alcuni pazienti riferiscono:

“Sento sempre la gola irritata”
oppure
“Devo continuamente tossire o raschiare la voce”.


Perché il reflusso danneggia la laringe?

Esistono due meccanismi principali.


1. Microaspirazione diretta

Piccole quantità di contenuto gastrico raggiungono direttamente:

  • laringe,

  • corde vocali,

  • vie aeree superiori.

Questo provoca:

  • infiammazione,

  • edema,

  • irritazione cronica.


2. Effetto della pepsina

La:

pepsina

è un enzima gastrico estremamente aggressivo per la mucosa laringea.

Anche in assenza di forte acidità:

  • può permanere nei tessuti,

  • riattivarsi,

  • mantenere l’infiammazione cronica.

Questo spiega perché alcuni pazienti continuano ad avere sintomi:

anche assumendo PPI.


La laringite da reflusso può simulare molte altre patologie

Spesso viene confusa con:

  • allergie,

  • sinusite,

  • infezioni ricorrenti,

  • asma,

  • bronchite cronica,

  • stress,

  • disturbi funzionali.

Molti pazienti effettuano:

  • numerose visite ORL,

  • terapie antibiotiche,

  • aerosol,

  • cortisonici,

senza risolvere realmente il problema.


Quando sospettarla?

Bisogna pensarci soprattutto quando:

  • i sintomi peggiorano dopo i pasti,

  • compaiono da sdraiati,

  • sono più intensi al mattino,

  • si associano a reflusso o rigurgito,

  • persistono per mesi,

  • non migliorano con terapie ORL tradizionali.


Gli esami più importanti

Visita ORL con fibrolaringoscopia

Può evidenziare:

  • edema,

  • arrossamento,

  • infiammazione delle corde vocali,

  • segni indiretti di reflusso.


Endoscopia digestiva alta (EGDS)

Permette di identificare:

  • esofagite,

  • Barrett,

  • ernia jatale,

  • alterazioni della mucosa.


pH-impedenziometria delle 24 ore

È uno degli esami più importanti.

Permette di studiare:

  • reflusso acido,

  • reflusso non acido,

  • reflusso gassoso,

  • correlazione tra reflusso e sintomi laringei.


Manometria esofagea ad alta risoluzione

Valuta:

  • funzione del LES,

  • motilità esofagea,

  • eventuali disturbi motori associati.


La terapia non è uguale per tutti

Il trattamento dipende dalla causa reale del problema.

Può includere:

  • modifiche alimentari,

  • riduzione del peso,

  • evitare pasti serali abbondanti,

  • terapia antiacida,

  • alginati,

  • protettori mucosi,

  • trattamento del reflusso non acido,

  • chirurgia antireflusso nei casi selezionati.


Attenzione ai PPI “che non funzionano”

Molti pazienti assumono PPI per mesi:

  • senza beneficio completo,

  • oppure con miglioramenti solo parziali.

Questo può dipendere da:

  • reflusso non acido,

  • alterazioni anatomiche,

  • disturbi motori,

  • metabolizzazione rapida dei PPI,

  • oppure da una diagnosi non corretta.

Per questo:

non basta “aumentare i farmaci”.

Serve capire:

  • che tipo di reflusso esiste,

  • quanto è importante,

  • e se è realmente correlato ai sintomi.


Il punto fondamentale

La laringite da reflusso non è “solo mal di gola”.

Può influenzare:

  • qualità della voce,

  • sonno,

  • respirazione,

  • alimentazione,

  • qualità di vita.

Una diagnosi corretta dell’esofago e del reflusso gastroesofageo permette oggi di impostare terapie molto più mirate ed efficaci rispetto al semplice trattamento sintomatico.

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