Chirurgo generale, endoscopista perfezionato nella diagnosi e nella terapia delle malattie dell’esofago e dello stomaco
SISME
ACOI
10 maggio 2026 - 

Notizie



Il “nodo in gola” è uno dei sintomi più frequenti… e anche uno dei più fraintesi.
Molti pazienti vengono rassicurati troppo rapidamente con frasi come:

“È solo stress”
oppure
“È solo reflusso”.

In realtà dietro quella sensazione possono nascondersi condizioni molto diverse tra loro, alcune funzionali, altre organiche, altre ancora legate alla motilità dell’esofago.


Nodo in gola: quando è reflusso, quando è un disturbo motorio e quando NON è ansia

Che cos’è il “nodo in gola”?

La sensazione di “nodo in gola” (globus pharyngeus) è la percezione persistente o intermittente di:

  • corpo estraneo,

  • costrizione,

  • tensione cervicale,

  • difficoltà nel far scendere il cibo o la saliva.

Molti pazienti riferiscono:

  • “sento qualcosa fermo qui”,

  • “devo deglutire continuamente”,

  • “il cibo scende lentamente”,

  • “ho come una pressione dietro lo sterno”.

In alcuni casi il sintomo è lieve e intermittente.
In altri diventa invalidante e si associa a:

  • disfagia,

  • dolore toracico,

  • rigurgito,

  • tosse,

  • perdita di peso,

  • paura di mangiare.


Non tutto è ansia

Stress e ansia possono certamente amplificare la percezione del sintomo.
Tuttavia parlare di “ansia” prima di aver escluso cause organiche è un errore molto frequente.

Molte patologie dell’esofago possono iniziare proprio con:

  • nodo in gola,

  • senso di costrizione,

  • deglutizione anomala,

  • fastidio retrosternale.


Le cause più frequenti

1. Reflusso gastroesofageo

È una delle cause più comuni.

L’acido e il materiale gastrico possono irritare:

  • esofago,

  • faringe,

  • laringe.

Il paziente può avere:

  • bruciore,

  • rigurgito,

  • tosse,

  • raucedine,

  • necessità continua di schiarirsi la voce,

  • nodo in gola soprattutto sdraiato o dopo i pasti.

In alcuni casi il reflusso è “silente”:
non c’è bruciore ma prevalgono i sintomi laringo-faringei.


2. Ernia jatale

Quando la giunzione esofago-gastrica perde il corretto rapporto con lo jatus diaframmatico:

  • il reflusso aumenta,

  • la funzione della barriera antireflusso peggiora,

  • il paziente può percepire pressione retrosternale o difficoltà digestiva.

Le ernie più grandi possono causare:

  • sazietà precoce,

  • dolore toracico,

  • anemia,

  • disfagia.


3. Disturbi motori dell’esofago

Sono molto sottodiagnosticati.

L’esofago non è solo un “tubo”: è un organo muscolare sofisticato che deve coordinare:

  • peristalsi,

  • rilassamento del LES,

  • progressione del bolo alimentare.

Quando questo sistema si altera possono comparire:

  • disfagia intermittente,

  • cibo che “si blocca”,

  • dolore toracico,

  • nodo in gola.

Tra i disturbi più importanti:

  • acalasia,

  • EGJ outflow obstruction,

  • spasmo esofageo,

  • esofago ipercontrattile.


4. Acalasia iniziale

Nelle fasi iniziali l’acalasia può essere confusa con:

  • reflusso,

  • ansia,

  • gastrite.

Il paziente spesso racconta:

  • difficoltà sia per solidi che per liquidi,

  • rigurgito di cibo non digerito,

  • pasti molto lunghi,

  • necessità di bere per far scendere il cibo.

La manometria esofagea ad alta risoluzione è l’esame fondamentale per la diagnosi.


5. Esofagite eosinofila

Patologia infiammatoria immuno-mediata sempre più frequente.

Tipica in:

  • giovani,

  • soggetti allergici,

  • pazienti con episodi di “bolo alimentare bloccato”.

Può causare:

  • disfagia,

  • restringimenti esofagei,

  • nodo in gola,

  • episodi di occlusione alimentare.

La diagnosi richiede biopsie endoscopiche.


Gli esami più importanti

Endoscopia digestiva alta (EGDS)

Permette di valutare:

  • esofagite,

  • Barrett,

  • stenosi,

  • ernia jatale,

  • tumori,

  • eosinofila.


Manometria esofagea ad alta risoluzione (HRM)

È il gold standard per studiare:

  • acalasia,

  • disturbi motori,

  • alterazioni del LES,

  • outflow obstruction.


pH-impedenziometria

Valuta:

  • reflusso acido,

  • reflusso non acido,

  • correlazione tra sintomi e reflusso.


Bravo® wireless

Studio prolungato del reflusso fino a 96 ore.

Molto utile nei casi dubbi o intermittenti.


Quando bisogna preoccuparsi?

Serve una valutazione specialistica se il nodo in gola si associa a:

  • disfagia progressiva,

  • perdita di peso,

  • anemia,

  • rigurgito,

  • dolore toracico,

  • vomito,

  • episodi di cibo bloccato,

  • tosse notturna,

  • sintomi persistenti nonostante terapia.


Il trattamento cambia in base alla causa

Non esiste una terapia unica.

A seconda del problema possono essere indicati:

  • terapia anti-reflusso,

  • modifiche dello stile di vita,

  • dilatazioni endoscopiche,

  • trattamento dell’eosinofila,

  • POEM,

  • miotomia di Heller-Dor,

  • chirurgia antireflusso,

  • follow-up specialistico.


Una diagnosi corretta cambia tutto

Molti pazienti convivono per anni con sintomi attribuiti genericamente a:

  • gastrite,

  • stress,

  • ansia.

In realtà oggi disponiamo di strumenti avanzati che permettono di studiare in modo preciso:

  • motilità esofagea,

  • reflusso,

  • funzione del LES,

  • disturbi funzionali e organici.

Capire la vera origine del “nodo in gola” è il primo passo verso il trattamento corretto.

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