Chirurgo generale, endoscopista perfezionato nella diagnosi e nella terapia delle malattie dell’esofago e dello stomaco
SISME
ACOI
25 giugno 2026 - 

Notizie



Tosse da reflusso: quando il problema non è nei polmoni ma nell’esofago

Molti pazienti convivono per mesi — a volte per anni — con:

  • tosse persistente,

  • continui colpi di tosse,

  • bisogno di schiarirsi la gola,

  • sensazione di catarro,

  • fastidio alla gola soprattutto di notte o al mattino.

Spesso iniziano un lungo percorso tra:

  • aerosol,

  • antibiotici,

  • cortisonici,

  • visite pneumologiche,

  • allergologiche o ORL,

senza trovare una vera soluzione.

Eppure, in molti casi, il problema non nasce dai polmoni:

nasce dal reflusso gastroesofageo.


Il reflusso può davvero causare tosse?

Assolutamente sì.

Il reflusso gastroesofageo non provoca solo:

  • bruciore,

  • acidità,

  • rigurgito.

Può manifestarsi anche con sintomi:

extra-esofagei

come:

  • tosse cronica,

  • raucedine,

  • laringite,

  • asma,

  • nodo in gola,

  • catarro persistente,

  • abbassamento della voce.

In alcuni pazienti:

la tosse è il sintomo predominante.


Perché il reflusso provoca tosse?

Esistono due meccanismi principali.


1. Microaspirazione

Piccole quantità di materiale gastrico possono raggiungere:

  • faringe,

  • laringe,

  • corde vocali,

  • vie respiratorie superiori.

La mucosa respiratoria è estremamente sensibile:

anche minime quantità di reflusso possono provocare infiammazione e tosse.


2. Riflesso vagale

Il reflusso può stimolare terminazioni nervose dell’esofago attivando un riflesso nervoso che scatena:

  • tosse,

  • broncospasmo,

  • sensazione di costrizione toracica.

In questi casi:

il paziente può tossire anche senza percepire acidità o bruciore.


I sintomi tipici della tosse da reflusso

La tosse da reflusso spesso:

  • peggiora dopo i pasti,

  • compare sdraiandosi,

  • è più intensa di notte,

  • si associa a raucedine,

  • peggiora al mattino,

  • migliora temporaneamente con antiacidi,

  • non risponde bene alle classiche terapie respiratorie.

Molti pazienti riferiscono:

“Sento sempre qualcosa che risale”
oppure
“Devo continuamente schiarirmi la gola”.


Il reflusso può essere “silente”

Questo è un punto fondamentale.

Molti pazienti con tosse da reflusso:

NON hanno il classico bruciore di stomaco.

Si parla spesso di:

  • reflusso laringo-faringeo,

  • reflusso non acido,

  • reflusso silente.

Ed è proprio questo che rende la diagnosi più difficile.


Le cause più frequenti

Reflusso gastroesofageo

La causa principale.


Ernia jatale

Favorisce:

  • reflusso,

  • rigurgito,

  • microaspirazioni,

  • peggioramento notturno.


Disturbi motori dell’esofago

Acalasia, spasmo esofageo e altri disturbi possono provocare:

  • ristagno alimentare,

  • reflusso,

  • tosse cronica.


Quando i PPI non funzionano

Molti pazienti assumono:

  • pantoprazolo,

  • esomeprazolo,

  • omeprazolo,

senza ottenere risultati soddisfacenti.

Questo può dipendere da:

  • reflusso non acido,

  • alterazioni anatomiche,

  • disturbi motori,

  • metabolismo rapido dei PPI,

  • diagnosi non corretta.

Per questo:

aumentare i farmaci non sempre risolve il problema.


Gli esami più importanti

Endoscopia digestiva alta (EGDS)

Permette di identificare:

  • esofagite,

  • Barrett,

  • ernia jatale,

  • stenosi,

  • altre patologie esofagee.


pH-impedenziometria delle 24 ore

È spesso l’esame decisivo.

Consente di valutare:

  • reflusso acido,

  • reflusso non acido,

  • correlazione tra tosse e reflusso.


Manometria esofagea ad alta risoluzione

Studia:

  • motilità esofagea,

  • funzione del LES,

  • eventuali disturbi motori.


Bravo® wireless

Sistema avanzato per il monitoraggio del reflusso fino a 96 ore.

Molto utile nei casi dubbi o intermittenti.


Come si cura?

La terapia dipende dalla vera causa.

Può includere:

  • modifiche alimentari,

  • perdita di peso,

  • terapia antiacida,

  • alginati,

  • protettori mucosi,

  • trattamento del reflusso non acido,

  • correzione dell’ernia jatale,

  • chirurgia antireflusso nei casi selezionati.


Quando la chirurgia può aiutare?

In pazienti con:

  • reflusso documentato,

  • ernia jatale,

  • sintomi persistenti,

  • dipendenza cronica da PPI,

  • tosse correlata al reflusso,

la chirurgia antireflusso può migliorare significativamente:

  • tosse,

  • sonno,

  • sintomi respiratori,

  • qualità di vita.


Il punto fondamentale

Una tosse persistente non è sempre:

  • bronchite,

  • allergia,

  • asma,

  • stress.

E non sempre il problema nasce dai polmoni.

Oggi gli esami funzionali avanzati permettono di studiare in modo preciso:

  • reflusso,

  • motilità esofagea,

  • funzione della giunzione esofago-gastrica,

identificando la reale causa del sintomo e impostando una terapia realmente mirata.

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